Un premio per David Lynch
Nella serata di Vanity Fair, Giovanni Raspini premia il grande regista.

La Chimera di Giovanni Raspini incontra David Lynch. Sabato 4 novembre scorso, presso il salone delle feste di Villa Medici a Roma, sede dell'Accademia di Francia e gioiello del Rinascimento situato in uno dei punti più panoramici della città, Vanity Fair ha celebrato il grande regista staunitense (The Elephant Man, Blue Velvet, Mulholland Drive, Twin Peaks), famoso per aver esplorato nei suoi film i lati più oscuri e intimi della mente umana grazie ad uno stile onirico e visionario.

A Roma per il Festival del Cinema, Lynch è stato il protagonista del Gala Dinner di Vanity Fair a cura dello chef stellato Riccardo Di Giacinto. Alla presenza di centotrenta selezionatissimi ospiti del mondo del cinema, del giornalismo e della politica, ha ricevuto dalle mani della direttrice Daniela Hamaui un trofeo in bronzobianco che Giovanni Raspini ha realizzato ispirandosi al bronzo etrusco della Chimera di Arezzo.

“Ho pensato che l'animale immaginifico con le tre teste di leone, capra e serpente e le fauci di fuoco - racconta l'argentiere e gioielliere toscano - simbolo della forza primordiale e dell'inconscio, fosse in sintonia col carattere e le motivazioni artistiche di Lynch. L'ho personalizzato inserendo elementi di decoro legati al cinema, alla musica e all'arte, poi ho realizzato il bronzo con l'antica tecnica della cera persa. Il risultato è sotto gli occhi di tutti - continua Giovanni Raspini - e devo dire che il regista si è mostrato davvero entusiasta del premio. Questo mi riempie d'orgoglio, perché Lynch mi ha rivelato di aver sempre subito il fascino eterno del mito della Chimera, definendosi anch’egli un ‘artigiano’ visuale."