La Gazette n. 39 - Venexiana
L’odore di muffa nelle calli a settembre adombra la luce liquida e sfuggente che scivola al tramonto di un giorno piovoso. Venezia rifiuta gli aggettivi e le definizioni. Una bellezza che tramortisce e ti lascia smarrito, luoghi dove è necessario perdersi, farsi trasportare dal sogno e dimenticare. Venezia è nostra. Ci sentiamo come i nuovi universitari che arrivano al college e disfanno le valigie. Le borse sul letto e di corsa a spalancare le imposte. Saliamo una scala a chiocciola arrugginita, in cima c'è una finestra: “Madonna. Ma questo è un quadro del Canaletto!” Il Canal Grande è ai nostri piedi, con i palazzi, i vaporetti, le gondole, gli schizzi d’acqua e la frenesia di dieci secoli. Il resto non conta.